Lisa Sciortino, l’infaticabile storica dell’arte che ci ha ormai abituati a continue scoperte e ritrovamenti nonché interessanti pubblicazioni, ci insegna che la sorpresa è dietro l’angolo (per chi non vede solo lo spigolo)
Esiste un posto in città – racconta la Sciortino – che raccoglie un vero e proprio tesoro di “Naturalia e Mirabilia“, carico di curiosità, prezioso per varietà con taluni oggetti assai rari e affatto facili da rintracciare. Un mondo privato tutto da scoprire che ho in piccola parte pubblicato nel mio ultimo studio dal titolo Naturalia e Mirabilia. Una moderna Wunderkammer a Bagheria, edito nella rivista “AboutArt online” a cura di Pietro Di Loreto.Qui non si vuole rintracciare l’opera d’arte ma si è voluto raccontare il magico mondo del collezionismo privato che è fatto di realtà diverse e passioni insolite, di oggetti strani, bizzarri e singolari, di utensili caduti in disuso, di filosofia e medicina, di tassidermia e
scienza, di tanatologia ed entomologia, di esoterismo e magia. Un mondo incredibile da conoscere soprattutto perché interessa la nostra città. È dovere di una studiosa come me portare avanti questo tipo di lavoro e colgo l’occasione per ringraziare il collezionista, bagherese come me, che mi ha ospitata e concesso l’opportunità di analizzare e far conoscere questa casa-museo completamente inedita.
Lisa Sciortino nella lunga carriera di storica dell’arte si è spesso prodigata al “recupero” di individualità artistiche, opere d’arte, collezioni e donazioni con lo scopo di rendere noto e fruibile tutto quel patrimonio culturale che altrimenti rischierebbe di finire nel dimenticatoio per inconsapevolezza, pigrizia o mancato interesse.I tantissimi ritrovamenti che le appartengono, i numerosi contatti con i collezionisti privati, la scientificità degli studi realizzati, mostrano e dimostrano concretamente quanta arte, cultura e conoscenza ci sia in città, e comprovano quanto la gente comune sia desiderosa di far conoscere quello che di prezioso, storico, documentale, si cela nel privato della città e per farlo non ha altro modo che contattare riservatamente una studiosa la cui professionalità è chiara e indiscutibile.
Noi cittadini, intanto, continuiamo ad assistere all’eclatante vacua propaganda di pseudo-cultura pubblica che le cariche istituzionali si preoccupano tanto di decantare ma che pare essere priva di reale sostanza e pregna unicamente di spettacolarizzazione. Si premia e si valorizza di tutto, persino quattro salti in padella e invece, figure attive e dall’approccio innovativo, come la dottoressa Sciortino, restano al margine di un cerchio magico che soffoca gli aneliti moderni e competenti dello studio delle antichità, lasciando di antico alla kultura solo il retrogusto dei prodotti coltivati nell’orticello politico.
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