Ven. Apr 4th, 2025

Un trinomio strano che però ha un suo fondamento. Un escursus tra fumetti, e pupazzi in una città, in cui una delle poche cose prese sul serio è la censura, nel senso dell’omertà.

Omertà, tacitazione degli eventi, complicità nel manomettere le informazioni con l’accredito da parte chi ha bisogno dei silenzi e delle manipolazioni, per mantenere il potere, nonostante da fuori arrivino messaggi chiari che certe cose andrebbero attenzionate, così come pochissimi a Bagheria fanno.
Nel 1978 andava in onda nelle tv americane, la prima delle due stagioni di The new Fantastic Four, cartone animato basato sui personaggi creati dalla casa delle idee, la Marvel. I quattro astronauti e scienziati che acquisiscono super poteri, perché investiti nello spazio da una tempesta di raggi cosmici, erano già stati protagonisti di una serie animata nel 1967, prodotta dagli inesauribili Hanna & Barbera, con la formazione classica che ne aveva fatto uno dei comics di punta della company di Stan Lee.

Nella serie tv del 1978, però nella formazione mancava la torcia umana sostituita da un robottino chiamato H.E.R.B.I.E.
Per molto tempo, sulla scia delle polemiche per la violenza nei cartoni giapponesi, si sparse la voce che i Fantastici 4 erano rimasti vittime di una censura becera che temeva l’eventualità che il più giovane dei fratelli Storm potesse generare nei bambini spirito di emulazione, e che si moltiplicassero i piccoli bonzi in fiamme. La storia del celebre quartetto fu stravolta anche nei fumetti ma per esigenze di reboot narativo (in uso quando si perdono lettori), solo anni dopo si scoprì invece, che la Torcia era mancata all’appello, per un problema di diritti sul personaggio che avrebbe dovuto essere protagonista di un film, che invece non si realizzò mai.
La censura a Bagheria, come dicevamo, si chiama omertà ed è legata non al rischio di emulazioni violente, ma piuttosto alla necessità di una narrazione che dipinga questa città come il giardino incantato dei Miei Mini Pony.

Mentre scriviamo è la sera di sabato 22 marzo, un fortissimo vento di scirocco sferza la città senza che sia stata trasmessa alcuna allerta meteo, cosi tanto per sottacere pure le condizioni avverse, e ci giunge notizia del solito gruppo di balordi che staziona a piazza Levante, che per puro atto di vandalismo, intorno alle 20:30, ha dato alle fiamme un albero di ulivo. E se si dovesse sentire la mancanza della Torcia Umana, di certo non mancano le fiamme e la gente pericolosa non per emulazione, e forse neanche per indole, ma perché a Bagheria si può tutto, basta negare che sia accaduto. Se del problema non si parla, il problema non esiste: e così che a Bagheria si è sconfitta la mafia.
FIAMMA!!!
(solo per intenditori come la foto di apertura, rarissimo gruppo di action figures del 1975, provenienti dalla mia collezione privata.)

Resta sempre aggiornato con noi. Scegli tu come: clicca sull’icona e seguici.

Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.