Gio. Apr 3rd, 2025

Ancora una volta, la prova che i bagheresi, se non sono “ammiocuggino”, “nun passanu e nun cuntano”, mentre tante domande sorgono spontanee

“E’ stato istituito un comitato di cittadini bagheresi – si legge in una note diffusa ieri – che ha come scopo quello di fare chiarezza e porre l’attenzione su una annosa questione che vede coinvolti da un lato la società ANAS e il Comune di Bagheria e, dall’altro, alcuni proprietari di immobili realizzati tra fine anni ’70 e inizio anni ’80 in prossimità del tratto autostradale, nella vie Filippo Buttitta, Scotto Lanza e Pablo Neruda.
Si tratta di immobili che, ad oggi, non hanno ottenuto il sospirato nullaosta da parte dell’ANAS, propedeutico alla concessione in sanatoria, che il Comune di Bagheria, allo stato dei fatti, si rifiuta di rilasciare.”

“Il comitato spontaneo dei residenti – si legge ancora – lamenta il fatto che altri edifici, nello stesso stato, cioè ricadenti entro la fascia di rispetto autostradale, non si sa secondo quale criterio, abbiano ottenuto la messa in regola.
In particolare per l’ANAS e per il Comune di Bagheria solo alcuni immobili costituiscono minaccia alla sicurezza autostradale e come tali gravati dal vincolo di inedificabilità.”

“Da 50 anni – conclude il gruppo che si è definito Comitato dei residenti vincolati dall’Anas – nessun sindaco, nessuna amministrazione comunale, nessun partito politico ha manifestato interesse fattivo e concreto nel trovare soluzioni al fine di garantire a questi cittadini di serie B una giustizia manifesta e una parità di trattamento. Tutto ciò, a differenza di altri comuni della provincia di Palermo dove la politica ha dimostrato di essere davvero al servizio della comunità, prendendo l’iniziativa di riunire tut le parti attorno ad un tavolo di confronto, dove, insieme all’ANAS, si sono trovate le soluzioni più adeguate per regolarizzare ed uniformare le abitazioni che insistono in zona vincolata.”

La diatriba poi, secondo quanto riferito, sta tutta in uno scarica barile tra l’amministrazione di Bagheria, che indica in ANAS i responsabili dello stallo, e ANAS che invece riferisce di attendere la giusta variante di piano regolatore (oggi PUG), che sbloccherebbe il successivo nullaosta da parte dell’ente gestore delle autostrada.
E come hanno fatto alcuni residenti ad ottenere la regolarizzazione?

O ancora: come avrebbe fatto il comune a superare l’ostacolo del vincolo autostradale per la costruzione del complesso di housing sociale, (per fare un altro esempio). Probabilmente con lo stesso iter con il quale si sono ottenute le concessioni edilizie per la ristrutturazione dell’immobile nel quale si è poi realizzato il supermercato Lidl (dove si vocifera insistentemente di uno staff bagherese molto amante della primavera), operazione che (come emergerebbe dalle dichiarazioni dei responsabili locali del grande marchio tedesco, rese alle autorità inquirenti) sembra mediata dallo stesso consulente che si occupò della Lidl di Villabate (“...così come quello per l’operazione di Bagheria, un ruolo di consulenza.”), figlio del vecchio capomafia di Prizzi, Tommaso Cannella, detto Don Massino: il geom. Antonio Cannella, coinvolto negli arresti dell’ultima recente operazione della DDA.
Giusto una considerazione estemporanea per dire che, se si vuole le cose si sanno fare: magari si può discutere sul come e sul chi.


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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.