Un distretto sanitario in cui la nostra città è capofila, dove si millantano grandi future strutture e non ci sono medici al “pronto soccorso”.
Il Presidio di Emergenza Territoriale, non è un pronto soccorso, ma come tale spesso è percepito dall’utenza che si ritrova a dovere ricorrere alla struttura, sita in via capitano Luigi Giorgi, per quelle esigenze che richiedono la supervisione, se non proprio un primo intervento, di personale sanitario in grado di valutare l’entità del danno fisico e agire di conseguenza dirottando eventualmente ai vari nosocomi dei dintorni.
Nei nuovi locali, ormai occupati da qualche anno, l’ASP del distretto 39 ha accorpato anche la guardia medica con utenza notturna e durante il fine settimana, ingenerando nei fruitori, ulteriore confusione sulle prestazioni che possono essere fornite dal personale presente, fomentando anche tutte quelle situazioni di stress che non di rado si trasformano in aggressioni.



Le carenze di materiale medico sono spesso oggetto di critica da parte degli utenti e diventano ormai leggende metropolitane, a volte confermate da frasi a denti stretti dallo stesso personale, se non da un silenzio in risposta ad una richiesta o uno sguardo rammaricato.


Ma la cosa di cui abbiamo avuto contezza in queste ore è che, per la giornata di oggi giovedì 3 aprile il presidio sanitario non è coperto dalla presenza di un medico, ma soltanto di paramedici. Evento che i sindacati di categoria avevano già paventato poco meno di due anni fa.

NON SEMPRE CI SONO DOTTORI al pronto soccorso, per essere chiari e raggiungere tutti.
La situazione SCANDALOSA pare vada avanti da almeno due mesi stante anche alle testimonianze sui social, in un commento ad un nostri articolo sull’ennesimo episodio di violenza sfociato nella denuncia dell’aggressore.

Se tanto mi da tanto, e l’ASP non è in condizione di organizzare tre turni giornalieri che garantiscano la presenza di un medico, come può pretendere di fare credere alla gente (con la complicità delle nostre istituzioni che sfruttano le vicende per propaganda elettorale), di essere in grado di garantire il funzionamento di due strutture su cui si sta lavorando (casa della salute e casa di comunità), una delle quali costata a Bagheria la cessione di palazzo Busetta (quindi denaro comunale)?
Quando e come ASP si ritiene in condizione di ripristinare il funzionamento del PTE con la presenza di un medico? Perché mettere a rischio il personale paramedico, addossandogli responsabilità che non gli competono e stressando il clima già delicato in cui si svolgono gli interventi?
Lo stesso Comune di Bagheria che ha per vicesindaco un dipendente ASP (lo sapevate?), non si attiva mai per verificare lo stato dei servizi erogati da altri enti sul proprio territorio? O l’azienda sanitaria è buona solo per garantire la campagna elettorale dell’assessore animalista e gli interessi dei suoi ammiocugino?
Bisogna, per caso favorire una qualche eventuale futura struttura privata come ai bei vecchi tempi andati, i cui protagonisti incombono sul territorio?
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