La stagione balneare parte il 31 maggio. Il punto sulla situazione, prima della solita campagna sui luoghi inaccessibili e sugli obblighi del Comune.
Il Decreto Regionale 323 del 21 marzo, apre le danze per la stagione balneare del 2025 che terminerà il 31 ottobre, e disegna lo stato delle nostre coste, compresa quella di Bagheria.
Ci è piaciuta molto l’idea di pubblicare i documenti ufficiali dei vari enti in maniera da non poter essere smentiti, ma anche per smentire coloro che non la raccontano tutta, manipolano i dati, li ignorano, non la raccontano giusta.
La balneazione sarà consentita senza condizioni di sorta in località la Plaia, Cala dell’Osta e la discesa 2 a Mongerbino e all‘Ippocampo.


Saranno sottoposte a monitoraggio costante invece tutta una serie di zone tra le quali quelle dove insistono immissioni di acqua, nello specifico l’impianto in contrada Cotogni prime rocche, la foce del fiume Eleuterio, e il depuratore di Bagheria, ma pure Cala dell’Osta per 100mt ad est e per 100mt ad ovest, il Sarello e contrada Cotogni stessa, che dovranno essere campionate durante tutta la stagione balneare.


Diventa sempre più interessante allora la dichiarazione del sindaco sull’assegnazione delle concessioni dei lidi: il 76% delle spiagge e dei beni demaniali rimarrà alla libera fruizione e il 24% verrà affidato ai privati.

Ma questo 24% che percentuale è rispetto alle zone che sono balneabili e fruibili? Perché considerandolo in quest’ottica scenderebbe di molto la parte che resterebbe libera. Se poi io fossi un imprenditore del settore ci penserei 2 volte ad investire in un tratto di costa che potrebbe risultare non balneabile in un momento qualunque di una stagione già avviata.
E dobbiamo considerare che gli uffici tecnici che predisporranno i bandi sono gli stessi che non si sono accorti del MADORNALE ERRORE perpetrato dalla commissione regionale che si esprime sulle valutazioni di impatto ambientale del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, che come vi abbiamo mostrato qui, ha redatto il parere, trascrivendo dati non di Bagheria ma di Cefalù (ma magari al comune si sono accorti e hanno fatto finta di niente ). Noi ovviamente abbiamo contattato il Presidente della commissione, il dott. Gaetano Armao avvisandolo dell’errore presente nel documento che, per dovere di cronaca, non è vincolante ma è piuttosto un importante atto di indirizzo (non sappiamo comunque se l’errore ne inficia la validità, se va annullato e riemesso).
Tornando allo stato della costa bagherese vengono indicati come assolutamente inibiti alla balneazione per avere individuato la presenza di agenti inquinanti i tratti di costa ad ovest del piazzale Prime Rocche e ad est del Sarello.


Capitolo a parte la vicenda della cala dei francesi la cui inibizione è dovuta al pericolo di distacco di parti del costone, ed è stata imposta dalla Capitaneria di Porto unitamente alla Protezione Civile.

La zona per la verità gode di una certa franchiggia, per via della presenza di un struttura ricettiva di proprietà di una famiglia vicina a questa amministrazione che ha chiuso arbitrariamente un accesso pubblico apponendovi un cancello al numero civico 15T di strada Mongerbino, che resiste alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che da due anni ne ha ordinato al comune l’abbattimento e che, in barba alla inedificabilità assoluta, ha eretto una veranda l’estate scorsa, con un certa colpevole distrazione da parte di chi deve vigilare e vigilare anche sui divieti di balneazione.



Come ben si vede, ancora oggi sul sito della struttura è pubblicizzato l’accesso alla spiaggetta che invece è al secondo anno di inibizione (come minimo), nonostante l’assenza delle dovute segnalazioni apposte solo ad ottobre 2024 (guarda caso fine stagione ) da un comune, come dicevamo un po’ distratto, quando si tratta degli adempimenti degli amici e degli ammiocuggino.
Quel comune che tra poco assegnerà demanio marittimo con concessioni decennali ad altri impreditori, speriamo in maniera meno distratta.
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