Ven. Apr 4th, 2025

Quella che si è consumata negli ultimi giorni ad Altavilla Milicia è la gravissima storia di una tragica strage familiare dalla portata talmente elevata da sconvolgere centinaia di persone.  

Un padre di famiglia cinquantenne che uccide, tortura, brucia, incatena sua moglie e due dei suoi figli, Emanuel e Kevin. Mentre la stampa e le autorità parlano di fanatismo religioso, sembra quasi che non si stia dando lo spazio giusto a ciò che si è consumato nelle ultime ore.

Siamo così atrofizzati, abituati e insensibili al dolore e alle tragedie che una notizia del genere non ci fa più impressione? Non sentiamo tutti un tremore fino alle ossa nel leggere di quanto è atroce e disumano quello che è accaduto?

Io non ho le risposte a queste domande, ma sono personalmente vicino, e conosco, chi frequentava la stessa scuola di Kevin, il liceo artistico Renato Guttuso, di Bagheria. Gli studenti mi parlano di un minuto di silenzio che non può servire a convogliare l’enormità del dolore e del trauma che i coetanei, compagni e amici di Kevin stanno provando in queste ore.

Kevin era un ragazzo di 16 anni, che aveva la passione di scolpire e dipingere animali d’argilla, che amava poi condividere sui social. In quelle bellissime creazioni ci vedo l’entità della situazione e rivivo l’ingiustizia di una vita strappata così presto. Il suo fratellino Emanuel aveva solo 5 anni, ma avevano anche una sorella, Miriam, sopravvissuta alla strage commessa dal padre, in delle condizioni che possiamo solo immaginare. Anche lei, come Kevin, frequentava il liceo Guttuso.

Ma, se per me, ragazzo di 21 anni vicino a Kevin solo per l’età e per il luogo in cui ci muoviamo, già la notizia crea uno scompiglio emotivo e una rabbia non indifferenti, non oso immaginare cosa stiano provando i ragazzi del Renato Guttuso. Ragazzi pieni di dolore, che stanno riempendo le aule dell’istituto delle loro lacrime che non possono fermarsi. Lacrime che non riescono e non possono accettare che un loro amico, uno di loro, se ne sia andato in questo modo, per colpa di un folle omicida, il suo stesso padre. Gli studenti del liceo Guttuso stanno anche avviando una raccolta di fondi, fra di loro, per Miriam, anche lei loro compagna e unica superstite della tragedia. Lei è la prima, purtroppo, che dovrà convivere con ciò che è successo.

A questi ragazzi, che tanto stanno soffrendo adesso per quest’enorme perdita, e ai parenti delle vittime, dovrebbe andare il nostro pensiero e la nostra, vera, reale, concreta, vicinanza.

Dobbiamo fare di più.
A loro non può bastare, e mai basterà, un solo, semplice, minuto di silenzio.

Di Nicolò Soresi

Studente del DAMS, ha studiato Beni Culturali ed è un fervido amante di tutto ciò che è Arte, e cultura pop: libri, fumetti, videogiochi, cinema. Moderato collezionista e appassionato di comicità, filosofia, psicologia e politica.