Gio. Apr 3rd, 2025

Danno fuoco all’ulivo e scappano, in una notte di vento in cui poteva succedere una tragedia. Vanno fermati a tutti i costi!

Intorno alle 20:30 di ieri sera, sabato 22 marzo, si diffonde sui social un video di un ulivo in fiamme a Bagheria, a piazza Levante. Chi diffonde le immagini riferisce di balordi che avrebbero appiccato il fuoco. Sul posto, solo dopo circa un’ora si presenteranno unicamente i pompieri, nessun’altra forza dell’ordine, nessun assessore che porti un colpevole pronto all’uso che sminuisca la vera narrazione dei fatti, e il messaggio è chiaro: a Bagheria ci siamo arresi, non c’è più niente da fare!
Piazza Levante come altre zone, oggetto di quella velleitaria intenzione di restituire alla città, zone riqualificate per le famiglie, cosi come successo per piazza D’Oglio e piazza Melvin Jones, che pure sono state teatro di grandi passerelle politiche, ma che senza un intervento preciso di controllo del territorio non saranno mai reintegrate alla fruizione nel tessuto urbano.
Parlate tra di voi, cari concittadini, ditevelo tra voi, se vi sentite sicuri ad uscire la sera, passare davanti un 24h con il cane, o con la scatola della pizza, passare alla Madrice, o nel centralissimo corso Umberto, uscire dal cinema e farsi una passeggiata, fino a piazza Sepolcro.

Non siamo stati autorizzati a diffondere le foto e l’identità dell’autore che pure ha reso il tutto pubblico sui social

Anche i sostenitori di questa amministrazione che la assolvono dalle responsabilità, hanno figli che la sera hanno diritto ad uscire ed evitare di essere pestati a sangue sino alla frattura del mandibola, il tutto senza che un solo politico esprima un pensiero di solidarietà indipendentemente dal perché e dal come i fatti si sono svolti.
Gli interessi di questi politici che parlano di una città rinata è la SPARTIZIONE tra gli ammiocugino, quei personaggi che avendo i desideri esauditi, poi portano voti, e spesso i desideri si chiamano APPALTI PUBBLICI, ma anche piccole regalie, realizzate o promesse che rendono la gestione della cosa pubblica bagherese simile a quella di un feudo medioevale.
Questa amministrazione ha il dovere di attivarsi, dopo sei anni di denunce dei cittadini che lamentano la gravissima carenza di sicurezza su tutto il territorio, chiedere nella giuste sedi un periodo di maggiore attenzione per le strade di Bagheria, attivarsi per richiamare alla responsabilità tutti i gestori di quegli esercizi in cui questi atti vengono compiuti e reiterati, come avviene in tutte le altre città di Italia, a costo di sanzioni, chiusure e obbligo di chiusura dopo un certo orario, che non si pensi mai di operare in un porto franco dove, per esempio ti puoi appropriare di suolo pubblico o suolo privato, e fare un po’ come ti va.
Dare seguito alla applicazioni di leggi e ordinanze, ed evitare fino al ritorno della normalità scelte scriteriate, promettendo di impegnarsi a garantire la pubblica sicurezza (scritto in un atto ufficiale che tutti possono leggere), dimenticando che alcune prerogative non sono di competenza del Comune, o dimenticando l’italiano intendendo piuttosto sicurezza pubblica, che avrebbe avuto altro senso.
Sarebbe forse il caso (cosa che chiediamo da anni) di ripensare a rifondare il corpo di polizia municipale partendo dal rimodulare i turni includendo le notti?
Nel frattempo ancora una volta duole constatare anche che non era stata diramata alcuna allerta per le forti raffiche di vento.

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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.