Gio. Feb 27th, 2025

Tra le mille cose dette, nella corsa a sottrarsi dalle responsabilità, manca il necessario “mea culpa”, che ci sta tutto.

Quanto successo ieri in contrada Amalfitano ha scosso tutta la comunità di Bagheria e non solo. Mentre si sta attendendo che si chiariscano i contorni della morte di Salvatore Maggiore, in quella zona di periferia, che è terra di nessuno come abbiamo documentato più volte e come potete vedere qui, sui social si è scatenato il qualunquismo, tra innocentisti e colpevolisti e chi cerca di manipolare l’opinione pubblica veicolando messaggi che assolvono a turno dalle varie responsabilità, tutti gli attori, che invece sono tutti a vario titolo colpevoli, tranne il povero signor Maggiore e gli stessi cani che saranno probabilmente quelli che pagheranno di più.
Anche il fatto che i cani non fossero microchippati deve essere spiegato. Che controllo c’è sul territorio sia dei cani randagi sia dei cani di famiglia (padronali non si può né leggere né sentire sembra che si parli dei bagni della camere da letto)?
Se la cura e l’amore per le tematiche animaliste negli ambienti politici, fossero reali e non elettorali, magari potremmo sperare in un impegno diverso. Una cosa deve essere chiarita prima di tutto: quei cani di chi sono? Ma non le chiacchiere… la verità! Perché è ovvio che la responsabilità non è degli animali, e intanto potrebbero essere loro a pagare le prime conseguenze rischiando una ingiusta soppressione.
Che siano cani del comune (tutti i randagi lo sono) o cani di famiglia non iscritti all’anagrafe canina, c’è una responsabilità oggettiva di omesso controllo sul territorio.
Chi ama gli animali per davvero non può tollerare lo stato di certi cavalli in contrada Monaco ed in tutte le zone periferiche, cani abbandonati a guardia dei fondi, maiali detenuti in porcilaie abusive che tutti fanno finta di non vedere ecc ecc ecc. Quanta ipocrisia!!!
Oggi è morto un anziano signore la cui figlia è consigliere comunale a Santa Flavia e ha tutti gli strumenti affinché la vicenda si chiarisca e soprattutto non passi in sordina come si usa fare a Bagheria.

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Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.