Ven. Apr 4th, 2025

Uno dei personaggi che aveva attraversato la storia culturale della città ci lascia oggi alla vigilia degli 89 anni. Bagheria perde un pezzo della sua memoria.

Bagherese del ‘36, nel 1959 si trasferisce a Napoli per insegnare in una “elementare” nel popolare e pittoresco rione Vergini – Sanità. Si lascia coinvolgere dai fermenti culturali di Bagheria, dandosi proficuamente alla poesia, ma anche alla saggistica e alla narrativa. Collabora con numerose testate, è sociologo dal 1990.
Questa è la breve biografia che accompagnava i suoi articoli pubblicati nel nostro blog.
Il professore Antonino Russo non poteva essere imbrigliato in poche righe, anzi non poteva essere imbrigliato affatto. Anche per questo, almeno nel racconto che ne faceva lui stesso, si era allontanato da una città nella quale aveva percorso moltissimi fermenti culturali e artistici, in compagnia di nomi illustri del tessuto bagherese, per non restare imbrigliato.
Il professore Russo è stato anche rappresentate di alcune correnti specifiche: amico dei sottovalutati poeti Giacomo Giardina e Castrense Civello, aderì al Futurismo e fu testimone delle visite bagheresi del fondatore del movimento Filippo Tommaso Marinetti.
Fu inista è quindi portatore di quei valori di avanguardia, senza mai pero abbracciare alcuna ideologia politica dalle quali rifuggiva.
Prolifico scrittore e romanziere, autore di Bagheria una pubblicazione del 1986 che rimane un caposaldo della descrizione storica della città.

La discussione della tesi nel 1990, una laurea in Sociologia in età matura che delineava i tratti caparbi di un uomo che non si è mai fermato


Antonino Russo, che io eredito in virtù del rapporto con il direttore de Il settimanale di Bagheria, Michele Manna, è stato per me voce saggia e fonte di emozioni vere. Leggere ed adattare i ricordi, gli aneddoti, i racconti, la descrizione di una città perduta, mi ha emozionato e a volte commosso. Le vicende e le tragedie della guerra e del dopoguerra, i moti culturali, l’attività giornalistica, i rapporti con le parrocchie all’epoca parte fondante della formazione di ogni giovane, ed il legame con questa città nonostante la recente assenza per la difficoltà di una salute cagionevole, sono e restano esemplari.
Il professore Russo è il baarioto per eccellenza ma al contempo verace e fuori del coro, amante dei suoi anfratti della memoria che poi sono gli anfratti di una città molto diversa da quella che ne aveva visto i primi aneliti e ardimenti, ma in fondo tragicamente sempre la stessa. Mi stupiva sempre quanto fosse attuale il suo racconto dei tratti della comunità e quanto fossero puntuali con la cronaca del momento, che lui non avrebbe potuto sapere, i suoi racconti disincantati.
Le sue telefonate erano un evento familiare, si aprivano con un convenevole come sta? A cui lui rispondeva ridendo : male, non me lo chieda! E io: chiedevo se stava in piedi o seduto, che ha capito?
E giù risate…
Ci lasciavamo con un arrivederci promettendo che ci saremmo prima o poi conosciuti di presenza, ma sapendo entrambi che non sarebbe stato facile.
E così è stato.
Antonino per la prima volta uso il tu, solo per dirti ciao.

Ignazio Soresi

Vi invitiamo a rileggere quelle storie meravigliose qui e qui

Di Ignazio Soresi

Classe 1969. Si forma dai gesuiti a Palermo. Studia Economia e Commercio, Scienze Politiche, Scienze Biologiche ed in età matura, Beni Culturali ad indirizzo Storico/archeologico. Opera in ambito turistico. Ha collaborato con diverse testate.