La moglie: siamo a disposizione della magistratura, non sono stati i nostri cani.
Una dinamica che è tutta da stabilire e per chiarire la quale, si attende l’autopsia sul corpo di Salvatore Maggiore, l’anziano trovato morto in contrada Amalfitano, il cui decesso sembrerebbe legato all’azione di alcuni cani di razza Corso di proprietà del vicino.
Il tam tam sui social e l’informazione parziale (e parzializzata) nel tentativo di assolvere alcune parti tirate in causa dall’opinione pubblica, stanno rendendo più difficile capire il susseguirsi degli eventi. La certezza è che l’anziano purtroppo non è più con noi.
Ma c’è addirittura la possibilità che non siano stati quei cani a sbranare Maggiore.
La moglie del proprietario degli animali, che al momento sono stati trasferiti in un canile di Sambuca di Sicilia per l’atavica e colpevole assenza di una struttura locale, riferisce infatti di un attacco subito da un pitbull di sua proprietà parzialmente ritrovato nel terreno proprio della vittima qualche anno prima, e i cui resti erano dilaniati.
Questo apre a scenari diversi, considerando le costanti segnalazioni di cani randagi in zona, che si spingono dalla SP127, dove è facilissimo incontrarli a branchi mentre inseguono i vari veicoli dei passanti, sino ai terreni più internati.
La procura ha intanto proceduto ad iscrivere nel registro degli indagati per omicidio colposo il proprietario.
Ci chiediamo da cittadini, se è vera la notizia che i cani non erano microchippati?
E ancora: se esistono dubbi consistenti anche sulle cause della morte dell’anziano, perché queste sono state indicate nell’azione dei cani e nello specifico di quei Cani di razza Corso?
Sono stati fatti prelievi e analisi sugli animali per essere certi della presenza di tracce del malcapitato, come fatto nel caso della bimba sbranata ad Acerra, in provincia di Napoli?
Resta il colpevole qualunquismo di tutti gli allevatori, addestratori professionisti, criminologi e animalisti dell’ultima ora, sul web, e di tutti coloro che hanno sentito la necessità di scaricarsi dalle responsabilità, che invece riteniamo siano equamente distribuite tra chi ha il compito di accertare lo stato di cura degli animali domestici e tutti coloro che hanno la sensibilità a certe tematiche, ma che la esprimono solo a compartimenti stagni e coi paraocchi.
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